Leader e follower

CCV Exchange_Leader&Follower

I ruoli di leader e follower sono meno chiari di quello che si potrebbe pensare. Gli imprenditori si espongono, portando avanti le proprie idee e i propri progetti. I leader vogliono essere supportati da follower intelligenti e brillanti a cui sta particolarmente a cuore il proprio operato. Discutendo in merito al tema «leader e follower», gli esperti che hanno partecipato al CCV Exchange Roundtable 2018 hanno concordato su un aspetto: l’imprenditoria di successo è costituita da un mix di ruoli. In quest’ottica la velocità svolge un ruolo molto meno preponderante rispetto a quanto si pensi: oggigiorno, infatti, i clienti cercano team flessibili e ben affiatati in grado di garantire servizi eccellenti.

La vera importanza del lavoro di squadra

Il leader si contraddistingue sia a livello di pensiero che di operato. Non ci si può prefiggere di diventare un leader: o lo si è o non lo si è. Gli imprenditori riflettono costantemente su come raggiungere tale posizione. Al momento della valutazione delle imprese, l’attenzione ricade sia sul leader che sul team da cui è supportato, ossia sul funzionamento complessivo dell’entità aziendale. L’imprenditoria di successo oggigiorno è un buon mix fra leadership forte e lavoro di squadra a lungo termine.

Sono specialmente i settori tradizionali, quali ad esempio la stampa classica, a mostrare o meno la presenza di spirito imprenditoriale. L’esempio di Vögeli AG, tipografia affermata a conduzione familiare, giunta alla quarta generazione e sita nell’Emmental, mostra chiaramente come sia possibile attuare la rivoluzione digitale. I gestori hanno richiesto al team di plasmare tutti insieme il futuro. Oggi la tipografia è la più sostenibile in Svizzera ed è il numero uno come tipografia digitale – con un nuovo reparto che occupa 10 informatici.

L’importanza del cambiamento dei ruoli per il successo aziendale

Agli imprenditori è richiesto essere leader e follower al contempo, ossia a volte essere il follower di se stessi. Solo in questo modo, infatti, è possibile osservare la propria azienda da un altro punto di vista. Qualora un domani si desideri affidare le redini aziendali a qualcun altro, ovvero vendere o abbandonare l’impresa, tale punto di vista è imprescindibile. Se il leader crede di poter fare tutto da solo, è difficile che la vendita dell’azienda vada a buon fine.

In fatto di digitalizzazione, la più grande rivoluzione si è compiuta in seguito alla trasformazione del marketing e dell’IT. Per Michaela Schäfer di Fit for Profit GmbH, ciò ha comportato grandi difficoltà nel trovare i collaboratori giusti per la sua prima azienda, il che è sfociato nella fondazione di una nuova impresa dove oggi sono attivi 20 dipendenti anziché 50. Un leader deve essere in grado di dare carta bianca ai propri collaboratori, in quanto questi si rivelano più esperti in determinati campi aziendali. I follower della generazione Y auspicano a un’altra tipologia di leadership, vogliono essere integrati ed essere compresi. E quando trovano quello che cercano si appassionano molto di più al loro lavoro e, di conseguenza, anche all’azienda. Si tratta quindi di persone ambiziose e con una buona formazione, in grado di assumere le funzioni del leader senza scalzare la sua posizione.

Integrare la giovane generazione dei follower in strutture dirigenziali tradizionali quali ad esempio le banche può rivelarsi complesso, il leader assomiglia piuttosto a una sorta di allenatore. Le pause, consapevolmente alla larga dagli strumenti digitali, svolgono un ruolo importante. La tendenza diametralmente opposta del «back to basics», il ritorno alla natura e i campi estivi che fanno sì che i giovani abbandonino la loro comfort zone, sono esperienze importanti per farli confrontare con nuove situazioni, stimolarli e metterli alla prova.

L’imprenditore non conosce pause, specialmente a livello cognitivo, e i follower riescono solo di rado a comprendere quanto questo sia faticoso. Ciò coinvolge anche le sere e il tempo libero, pertanto è opportuno considerare anche i lati critici legati alla leadership.

L’intervento conclusivo del rappresentante di CCV ha toccato l’importanza del perfezionamento professionale costante in un ambiente altamente competitivo. C’è bisogno dunque di leader in grado di mettersi costantemente alla prova, il che significa anche affrontare situazioni delicate, non nascondersi ed elaborare soluzioni insieme al proprio team.

Hanno partecipato alla discussione solo veri leader, che alla domanda «Cosa serve per essere una leading company» si sono dimostrati concordi: serve il coraggio di imboccare una propria via e del tutto nuova. In quest’ottica, l’impulso ad avviare un processo di cambiamento deriva spesso da pressioni esterne.

Partecipanti alla CCV Exchange Roundtable

Beck                       Dimitri                    CCV Belgium

Betz                        Jan Niklas              Vögeli AG

Bueschlen             Roger                     Exclusive Adventure AG

Gadoni                   Nives                      Salesmaster

Krüsi                      Sascha                    customweb GmbH

Schäfer                  Michaela               Fit for Profit GmbH

Schuler                  Roland                   Arosa Tourismus

Schümperli           Alexander             Sandpiper Digital Payments AG

Stahel                    Philipp                   UBS Schweiz AG

Tunesi                    Marco                    VZ VermögensZentrum

Lachenmeier        Bernhard               CCV Schweiz